Chi ha perso i denti per la parodontite spesso può avere denti fissi su impianti, ma prima va controllata la malattia gengivale e valutato l'osso; poi igiene e controlli costanti proteggono il risultato nel tempo.
Parodontite (piorrea): perché fa perdere i denti
La parodontite, un tempo chiamata piorrea, è una malattia infiammatoria che colpisce i tessuti che sostengono il dente: gengiva, legamento e soprattutto l'osso. Batteri e placca si accumulano sotto il bordo gengivale, l'infiammazione diventa cronica e, poco per volta, l'osso attorno alle radici si riduce. I denti iniziano a muoversi, le gengive si ritirano e, nei casi avanzati, i denti si perdono o vanno estratti. È un processo spesso silenzioso: molte persone se ne accorgono solo quando i denti già dondolano.
Capire questo meccanismo è importante, perché spiega due cose. La prima: quando si arriva a perdere i denti, l'osso disponibile può essere ridotto. La seconda: la parodontite è una malattia da gestire nel tempo, non un episodio che si chiude togliendo i denti compromessi.
Si possono mettere impianti dopo la parodontite?
La risposta, nella maggior parte dei casi, è sì: aver perso i denti per la parodontite non esclude gli impianti e i denti fissi. Ma con due condizioni importanti, che vanno rispettate per lavorare in sicurezza:
- Prima si tiene sotto controllo l'infiammazione: inserire impianti in una bocca ancora infiammata non è corretto. La malattia gengivale va gestita prima.
- Poi si valuta l'osso residuo: la parodontite può aver ridotto l'osso. Con una TAC 3D (cone beam) si misura quanto ne è rimasto e si sceglie la soluzione più adatta al caso.
Quando l'osso è ridotto esistono comunque diverse strade, dalle tecniche di rigenerazione agli impianti pianificati per sfruttare l'osso ancora presente. Ciò che è possibile si decide caso per caso, sulla base della diagnosi, non su una regola valida per tutti.
Vale anche la pena chiarire un dubbio frequente: gli impianti non sono più fragili "perché hai avuto la piorrea". Il punto non è l'impianto in sé, ma il terreno su cui lo si appoggia e le abitudini con cui lo si mantiene. Chi ha avuto la parodontite ha mostrato una certa tendenza a reagire in modo infiammatorio alla placca: per questo la parte di prevenzione, prima e dopo, conta quanto la chirurgia.
Curare le gengive prima degli impianti
Il passaggio più importante, in chi ha avuto la parodontite, è arrivare agli impianti partendo da una bocca sana. Questo di solito significa un percorso di terapia parodontale: rimozione della placca e del tartaro sotto gengiva, revisione delle abitudini di igiene domiciliare e, dove serve, terapie mirate sui denti ancora recuperabili. L'obiettivo è spegnere l'infiammazione e stabilizzare la situazione.
Solo quando le gengive sono più sane e l'infiammazione è sotto controllo ha senso pianificare gli impianti. Non è una perdita di tempo: è ciò che rende il percorso più prevedibile e protegge il lavoro che verrà fatto dopo.
Attenzione alla perimplantite
C'è un punto su cui è giusto essere onesti. Gli impianti non prendono la carie, ma possono ammalarsi: la perimplantite è un'infiammazione dei tessuti attorno all'impianto, simile per certi versi alla parodontite, che può portare alla perdita di osso attorno alla vite. E chi ha già avuto la parodontite è, in media, più predisposto anche alla perimplantite.
Questo non è un motivo per rinunciare agli impianti, ma per prenderli sul serio. Chi ha avuto la piorrea deve curare l'igiene quotidiana e mantenere i controlli periodici in studio: sono proprio queste due abitudini a fare la differenza nel proteggere gli impianti nel tempo. Denti fissi non vuol dire denti da dimenticare.
In concreto, questo si traduce in un programma di mantenimento personalizzato: sedute di igiene professionale a cadenza regolare, controllo dei tessuti attorno agli impianti e verifica precoce di eventuali segni di infiammazione. Individuare presto un piccolo problema, quando ancora è reversibile, è molto diverso dall'accorgersene tardi. È lo stesso principio con cui si gestisce la parodontite sui denti naturali, applicato agli impianti.
Il percorso nel tuo caso
Nel nostro studio a Genzano di Roma, comodo per tutti i Castelli Romani, chi ha perso i denti per la parodontite segue una valutazione dedicata: esaminiamo lo stato delle gengive, leggiamo la TAC 3D (la tua, se già l'hai, oppure eseguita in studio) per misurare l'osso, e definiamo insieme un percorso realistico in cui la cura della malattia gengivale viene prima degli impianti. Ti spieghiamo con franchezza cosa è possibile, cosa comporta e quali sono le alternative, e ti consegniamo un piano di cura scritto. Puoi scriverci su WhatsApp al 347 876 0332.
Riceviamo pazienti da tutta l'area: oltre a Genzano di Roma, anche da Ariccia, Albano Laziale e Cecchina e Nemi.
Hai perso i denti per la parodontite? Valutiamo gengive e osso in prima visita e definiamo il percorso più adatto.
Domande frequenti
La parodontite può colpire anche gli impianti?
Sì, si chiama perimplantite: per questo servono igiene e controlli.
Devo curare le gengive prima di mettere gli impianti?
In genere sì. Prima di inserire gli impianti l'infiammazione gengivale va tenuta sotto controllo: si esegue la terapia parodontale, si rivede l'igiene e si valuta l'osso residuo sulla TAC. Partire da una bocca sana rende il percorso più prevedibile.
Se ho avuto la piorrea gli impianti dureranno?
Dipende molto dalla gestione dell'igiene e dai controlli; niente garanzie assolute. Chi ha avuto la parodontite è più esposto alla perimplantite, quindi igiene domiciliare curata e sedute di controllo regolari sono la parte più importante per proteggere il risultato nel tempo.
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