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Blog · Domande frequenti ed emergenze

Antibiotico o antinfiammatorio
per il mal di denti?

In breve

Antibiotico e antinfiammatorio non sono intercambiabili. L'antibiotico attacca l'infezione batterica e si assume solo su prescrizione; l'antinfiammatorio o analgesico riduce dolore e gonfiore, ma non tocca i batteri. Nessuno dei due elimina la causa dentro il dente: quella si risolve solo con la cura odontoiatrica. Quale serva, e se serva, lo stabilisce il dentista dopo la visita.

Studio dentistico del Dr. Arrigoni a Genzano di Roma

Due farmaci diversi che colpiscono due bersagli diversi

Quando il dente fa male, in casa spesso finiscono sul tavolo due scatole molto diverse tra loro, trattate come se facessero la stessa cosa. Non è così. Antibiotico e antinfiammatorio appartengono a gruppi di farmaci distinti, con meccanismi e obiettivi diversi.

  • L'antibiotico agisce sui batteri: li uccide o ne blocca la moltiplicazione. Ha senso solo quando c'è un'infezione batterica in corso.
  • L'antinfiammatorio e l'analgesico agiscono sui sintomi: riducono il dolore e, nel caso dei FANS, anche l'infiammazione. Non hanno alcun effetto sui batteri.

Detto in modo semplice: uno prova a spegnere l'incendio dell'infezione, l'altro rende meno insopportabile il fumo. Sono cose diverse, e confonderle porta a errori come prendere l'antibiotico solo per far passare il dolore (inutile) o affidarsi all'antinfiammatorio pensando di aver risolto un'infezione (rischioso).

Come agisce l'antibiotico (e perché va sempre prescritto)

L'antibiotico serve a controllare un'infezione batterica: per esempio quando dall'infezione di un dente si forma una raccolta di pus o l'infezione tende a diffondersi ai tessuti vicini. In odontoiatria si usano spesso molecole a base di amoxicillina, da sola o in associazione (è il caso di nomi commerciali che la gente cerca, come Augmentin); in alcune situazioni il professionista può associare due antibiotici o sceglierne uno diverso, per esempio in caso di allergia. Questa scelta è un ragionamento clinico, non un fai-da-te.

Per questo gli antibiotici si assumono solo su prescrizione, dopo che il dentista o il medico ha valutato la situazione. Usarli senza indicazione, o riesumare gli avanzi di una vecchia scatola, non solo spesso non aiuta: contribuisce all'antibiotico-resistenza, cioè rende i batteri più difficili da trattare in futuro, per tutti. L'antibiotico giusto, nel caso giusto, è uno strumento prezioso; usato a caso è un problema.

Come agisce l'antinfiammatorio (e la differenza con l'analgesico)

Sotto l'etichetta "antidolorifico" si nascondono in realtà categorie diverse:

  • I FANS (antinfiammatori non steroidei, come l'ibuprofene) riducono sia il dolore sia l'infiammazione, che nel mal di denti spesso vanno insieme.
  • Alcuni analgesici (per esempio il paracetamolo) controllano soprattutto il dolore, con un effetto antinfiammatorio scarso o assente.

Sono farmaci utili per rendere sopportabili le ore o i giorni che precedono la visita, e in molti casi bastano a tenere a bada il fastidio. Ma non toccano i batteri e non fermano un'infezione. Anche qui la scelta non è banale: quale sia più adatto, e se sia adatto nel singolo caso, dipende dalla persona, dalla sua storia clinica e da eventuali altre condizioni. Per questo vale la pena chiedere conferma al professionista invece di improvvisare con ciò che si trova in casa.

Il punto che entrambi hanno in comune: non curano la causa

È l'aspetto più importante e il più frainteso. Né l'antibiotico né l'antinfiammatorio curano il problema dentro il dente. Se il dolore nasce da una carie profonda, da un nervo infiammato, da un ascesso o da una malattia delle gengive, il farmaco può abbassare i sintomi o tenere sotto controllo l'infezione per un po', ma la causa resta lì.

La causa si risolve solo con la cura odontoiatrica: a seconda dei casi il drenaggio di una raccolta di pus, la devitalizzazione del dente, un'otturazione, l'estrazione o la terapia parodontale. I farmaci sono un supporto attorno a questi interventi, non un sostituto. È il motivo per cui il dolore che "passa" con una pastiglia quasi sempre torna: il fuoco cova sotto la cenere finché non si interviene sul dente.

Quando ha senso l'uno, l'altro o entrambi

La regola pratica è semplice: chi decide è il dentista, dopo aver visto e valutato. A grandi linee, senza che questo sia un invito a curarsi da soli:

  • Un dolore o un gonfiore senza segni di infezione diffusa spesso si gestisce, nell'attesa, con un antinfiammatorio o analgesico, e poi si risolve con la cura del dente.
  • Quando invece è presente un'infezione batterica (per esempio un ascesso o un'infezione che tende a estendersi), il professionista può prescrivere anche l'antibiotico, in aggiunta al trattamento del dente.

Ci sono però situazioni in cui non si aspetta e non ci si affida ai farmaci di casa. Rivolgiti subito a cure urgenti se noti: gonfiore che si estende al viso o al collo, febbre, difficoltà a deglutire, a respirare o ad aprire la bocca. Sono segnali di un'infezione che si sta diffondendo e vanno affrontati senza rimandare.

Un dubbio sul mal di denti? La prima visita è gratuita

Capire se davvero serve un antibiotico, un antinfiammatorio o nessuno dei due non è qualcosa da decidere davanti allo scaffale del bagno: dipende dalla causa, e la causa si vede con una visita. Nel nostro studio a Genzano di Roma, nei Castelli Romani, la prima visita è gratuita: valutiamo l'origine del dolore e ti spieghiamo con chiarezza cosa lo sta provocando e come risolverlo davvero.

Se hai mal di denti o un gonfiore che non capisci, scrivici su WhatsApp al 347 876 0332: fissiamo un appuntamento in tempi rapidi e togliamo il problema alla radice, non solo il sintomo.

Hai dubbi sul tuo caso? La prima visita è gratuita e senza impegno. Ne parliamo insieme a Genzano di Roma.

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Domande frequenti

Posso prendere l'Augmentin che ho già in casa per il mal di denti?

No. L'antibiotico va assunto solo su prescrizione, dopo una valutazione professionale: non tutti i mal di denti dipendono da un'infezione batterica e, quando serve, la scelta della molecola giusta è un ragionamento clinico. Usare avanzi di vecchie confezioni spesso non aiuta e favorisce l'antibiotico-resistenza. Chiedi sempre al dentista o al medico prima di assumerlo.

L'antibiotico toglie il mal di denti?

Non è il suo scopo. L'antibiotico agisce sui batteri di un'infezione, non sul dolore in sé. In presenza di un'infezione può ridurre il fastidio indirettamente, ma il dolore vero e proprio si controlla con un antinfiammatorio o analgesico. In ogni caso nessuno dei due elimina la causa nel dente: quella richiede la cura odontoiatrica.

Se l'antinfiammatorio mi fa passare il dolore, ho risolto?

No, purtroppo. L'antinfiammatorio riduce dolore e gonfiore, ma non tocca la causa: carie, nervo infiammato, ascesso o malattia gengivale restano. È normale che il dolore torni quando l'effetto svanisce. Il farmaco aiuta ad arrivare più serenamente alla visita, ma la soluzione definitiva è intervenire sul dente.

Che differenza c'è tra ibuprofene e paracetamolo per il dente?

Semplificando: l'ibuprofene è un antinfiammatorio (FANS) e agisce sia sul dolore sia sull'infiammazione, che nel mal di denti spesso convivono; il paracetamolo è soprattutto un analgesico e controlla principalmente il dolore. Quale sia più adatto dipende dalla persona e dalla sua storia clinica: meglio farsi indicare dal professionista quello giusto per te.

Posso prendere insieme antibiotico e antinfiammatorio?

In alcune situazioni il dentista prescrive entrambi, perché fanno cose diverse: l'antibiotico controlla l'infezione, l'antinfiammatorio gestisce dolore e gonfiore. Ma è una decisione che spetta al professionista dopo la visita, tenendo conto della tua storia clinica. Non è qualcosa da combinare da soli attingendo a ciò che si ha in casa.

Quando il mal di denti diventa un'urgenza da non rimandare?

Quando ai sintomi si aggiungono segni che l'infezione si sta diffondendo: gonfiore che si estende a viso o collo, febbre, difficoltà a deglutire, a respirare o ad aprire la bocca. In questi casi non bisogna affidarsi ai farmaci di casa né aspettare: servono cure urgenti il prima possibile.

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