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Blog · Odontoiatria pediatrica

Il bambino digrigna i denti di notte:
è preoccupante?

In breve

Il bruxismo notturno è molto comune nei bambini e nella maggior parte dei casi è un fenomeno transitorio, legato alla maturazione del sonno e al ricambio dentale, che tende a ridursi crescendo. Diventa meritevole di valutazione quando i denti appaiono consumati, il bambino lamenta dolori a mandibola o testa, o il fenomeno persiste intenso nel tempo.

Igiene e cura dei denti dei bambini

Perché i bambini digrignano i denti

Sentire il proprio figlio "stridere" i denti nel sonno impressiona, ma è un'esperienza che moltissimi genitori conoscono. Il bruxismo infantile ha cause diverse e spesso intrecciate: la maturazione dei centri del sonno, il ricambio dentale con occlusioni in evoluzione, e una componente emotiva legata a tensioni e novità della giornata (inserimenti scolastici, cambiamenti in famiglia, stanchezza).

In alcuni bambini si associano anche respirazione orale, russamento o disturbi respiratori del sonno: per questo, nei casi più marcati, la valutazione non guarda solo ai denti ma al quadro complessivo.

Quando è normale e quando osservare meglio

Nella maggior parte dei casi il bruxismo del bambino è episodico, si accentua nei periodi di stanchezza o cambiamento e si attenua spontaneamente con la crescita, spesso entro l'adolescenza. Il rumore, per quanto fastidioso da sentire, non è di per sé indice di gravità.

Alcuni segnali meritano invece più attenzione:

  • Denti visibilmente consumati, appiattiti o scheggiati.
  • Dolore alla mandibola, alle guance o mal di testa al risveglio.
  • Sonno molto disturbato, russamento abituale o pause respiratorie.
  • Fenomeno intenso e persistente da molti mesi, senza tendenza a ridursi.

Cosa possono fare i genitori

Il primo aiuto passa dalle abitudini serali: una routine rilassante prima di dormire, orari regolari, riduzione degli schermi nell'ultima ora, niente bevande eccitanti come tè o cola nel pomeriggio. Se ci sono state novità stressanti, dare al bambino spazio per parlarne durante il giorno aiuta a scaricare le tensioni che altrimenti "passano" nella notte.

È utile anche osservare senza allarmismo: annotare ogni tanto se il fenomeno c'è ancora, quanto è intenso e se il bambino al mattino lamenta fastidi. Anche un breve video registrato durante la notte può essere utile da mostrare in studio. Queste informazioni saranno preziose in caso di visita, perché permettono di capire l'andamento nel tempo molto meglio di un singolo racconto. Evita invece di svegliare il bambino quando lo senti digrignare: interrompere il sonno non risolve il fenomeno e rischia solo di peggiorare il riposo di tutti.

Serve il bite ai bambini?

Nell'adulto il bite è un presidio comune contro il bruxismo, ma nel bambino il discorso è diverso: la bocca è in piena crescita e i denti in ricambio, quindi un dispositivo rigido va prescritto solo in casi selezionati e con controlli ravvicinati, quando le condizioni cliniche lo consentono e i benefici superano i limiti.

Più spesso il lavoro si concentra sulle cause: igiene del sonno, gestione delle tensioni, valutazione della respirazione e monitoraggio dell'usura. Nei casi con malocclusioni significative, può essere indicato un percorso ortodontico intercettivo, che va valutato in visita.

Quando andare dal dentista

Un controllo è consigliabile se noti usura evidente dei dentini, se il bambino si sveglia con dolori a mandibola o testa, se digrigna intensamente da molti mesi o se al bruxismo si associano russamento e sonno agitato. La visita permette di valutare denti, occlusione e crescita, e di capire se serve solo osservare o impostare qualcosa di più.

Nel nostro studio di Genzano di Roma valutiamo il bruxismo dei più piccoli con un approccio sereno e senza medicalizzare ciò che non lo richiede: la prima visita è gratuita e senza impegno, e puoi prenotarla su WhatsApp al 347 876 0332.

Hai dubbi sul tuo caso? La prima visita è gratuita e senza impegno. Ne parliamo insieme a Genzano di Roma.

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Domande frequenti

Il bruxismo rovina i denti da latte?

Un certo grado di usura dei denti da latte è comune e in genere ben tollerato, anche perché sono destinati a essere sostituiti. L'attenzione cresce quando l'usura è marcata, espone la dentina o prosegue sui denti permanenti appena erotti: in questi casi conviene una valutazione per proteggere i denti definitivi.

Il bruxismo del bambino passa da solo crescendo?

Nella maggior parte dei casi sì: il fenomeno tende a ridursi con la maturazione del sonno e il completamento del ricambio dentale, spesso entro l'adolescenza. Una quota di ragazzi continua però a digrignare anche da adulta, per questo è utile monitorare la situazione con i normali controlli periodici.

Lo stress può far digrignare i denti a un bambino?

Sì, è uno dei fattori più riconosciuti: cambiamenti come l'inizio della scuola, l'arrivo di un fratellino o tensioni familiari possono accentuare il bruxismo notturno. Non significa che il bambino abbia un problema psicologico: spesso basta una routine serale più rilassante e un po' di ascolto in più durante il giorno.

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