Il clic nasce quasi sempre dall'articolazione temporo-mandibolare (ATM): il piccolo disco che fa da cuscinetto tra mandibola e cranio si sposta dalla sua sede e, durante l'apertura, torna in posizione producendo lo schiocco. Se il rumore è isolato e senza dolore, in genere non è preoccupante; se compare dolore, limitazione o blocco, serve una valutazione gnatologica.

Da dove nasce il clic: l'articolazione temporo-mandibolare
Appena davanti all'orecchio si trova l'articolazione temporo-mandibolare, o ATM: è lo snodo che permette alla mandibola di aprirsi, chiudersi e muoversi lateralmente migliaia di volte al giorno, quando parli, mastichi o sbadigli.
Tra la testa della mandibola e l'osso del cranio è interposto un piccolo disco di tessuto fibroso, che fa da cuscinetto e accompagna i movimenti. Quando questo disco perde il suo corretto rapporto con le altre strutture — in genere scivola leggermente in avanti — durante l'apertura la mandibola lo "riaggancia" con uno scatto: è quello il clic che senti, e a volte anche chi ti sta vicino.
Clic innocuo o segnale di un problema?
Non tutti i rumori articolari hanno lo stesso significato. In molte persone il clic resta stabile per anni senza dare alcun disturbo. Ci sono però segnali che meritano più attenzione:
- Dolore davanti all'orecchio o alla guancia, durante la masticazione o a riposo.
- Limitazione dell'apertura, sensazione di bocca che "non si apre come prima".
- Episodi di blocco, anche brevi, in apertura o in chiusura.
- Rumori che cambiano: un clic che diventa più forte, più frequente o si trasforma in uno sfregamento.
- Mal di testa ricorrente, tensione ai muscoli della mascella al risveglio.
Un clic silenzioso e indolore va semplicemente tenuto d'occhio; un clic accompagnato da uno di questi segnali va valutato, perché può indicare una disfunzione dell'ATM in evoluzione.
Le cause più comuni dello schiocco mandibolare
Il dislocamento del disco raramente ha una causa unica. Tra i fattori che più spesso contribuiscono ci sono il bruxismo — digrignare o serrare i denti, di notte o di giorno — che sovraccarica l'articolazione, le abitudini come masticare a lungo gomme o mangiarsi le unghie, i traumi al mento o alla mandibola, e in alcuni casi una malocclusione, cioè un contatto scorretto tra le arcate.
Anche lo stress gioca un ruolo importante: aumenta la tensione dei muscoli masticatori, che a loro volta comprimono l'articolazione. Per questo il clic va letto nel contesto generale: la stessa persona spesso presenta anche serramento, tensioni muscolari e mal di testa.
Errori da evitare se la mandibola fa clic
Alcuni comportamenti, comprensibili ma controproducenti, possono peggiorare la situazione. Il primo è provocare volontariamente il clic per "controllare se c'è ancora": ogni scatto è una sollecitazione in più per il disco. Il secondo è forzare l'apertura della bocca quando si avverte resistenza, per esempio durante uno sbadiglio.
Meglio evitare anche i cibi molto duri o gommosi nei periodi in cui il clic è più evidente, le gomme da masticare e le posizioni che caricano la mandibola, come tenere il mento appoggiato sulla mano per ore alla scrivania. Infine, non ha senso ignorare il problema per anni solo perché "non fa male": una valutazione precoce è sempre più semplice di un trattamento tardivo.
Quando andare dal dentista
Se il clic è comparso da poco, si accompagna a dolore o limitazione, oppure hai avuto anche un solo episodio di blocco, è il momento giusto per una visita gnatologica. Durante la visita si valutano i movimenti della mandibola, i muscoli masticatori, l'occlusione e i segni di bruxismo; quando le condizioni cliniche lo richiedono, si aggiungono esami di immagine.
Nel nostro studio di Genzano di Roma, nei Castelli Romani, la prima visita è gratuita e senza impegno: è l'occasione per capire se il tuo clic è solo un rumore o il segnale di qualcosa da trattare. Puoi scriverci anche su WhatsApp al 347 876 0332.
Hai dubbi sul tuo caso? La prima visita è gratuita e senza impegno. Ne parliamo insieme a Genzano di Roma.
Prenota la visita gratuitaDomande frequenti
Il clic alla mandibola può sparire da solo?
A volte sì: riducendo il sovraccarico — meno serramento, meno gomme, gestione dello stress — il rumore può attenuarsi o scomparire. Altre volte persiste stabile per anni senza dare problemi. Se però si aggiungono dolore o blocchi, è improbabile che si risolva spontaneamente e conviene una valutazione gnatologica.
Il bite serve per il clic mandibolare?
In molti casi sì: un bite ben progettato riduce il carico su articolazione e muscoli, soprattutto quando il clic è legato al bruxismo notturno. Non è però una soluzione universale: il tipo di bite e le modalità d'uso vanno stabiliti dopo la visita, in base alla causa specifica del rumore.
Masticare gomme peggiora il clic?
In genere sì, se il clic è già presente: la masticazione prolungata affatica i muscoli e moltiplica i cicli di lavoro dell'articolazione, sollecitando il disco già dislocato. Nei periodi in cui il rumore è più evidente conviene sospenderle e preferire cibi morbidi, riducendo il carico complessivo sulla mandibola.
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