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Blog · Implantologia

Cos'è un abutment dentale
e a cosa serve

In breve

L'abutment (o moncone protesico) è il componente che si avvita o si cementa sopra l'impianto dentale e serve da collegamento tra la vite inserita nell'osso e la corona o il ponte visibili in bocca: senza di esso l'impianto non potrebbe sostenere alcuna protesi. Può essere in titanio o in zirconia, prefabbricato o realizzato su misura, a seconda dell'estetica richiesta e del tipo di protesi, avvitata o cementata.

Perché l'impianto da solo non basta

Quando si parla di "impianto dentale" si pensa spesso a un unico oggetto che sostituisce il dente perso, ma in realtà una riabilitazione implantare è composta da più componenti distinti, ciascuno con una funzione precisa. L'impianto propriamente detto è la vite, generalmente in titanio, inserita chirurgicamente nell'osso mascellare o mandibolare: il suo compito è integrarsi con il tessuto osseo e fornire un ancoraggio stabile, ma da solo resta sotto o a livello della gengiva e non ha alcuna forma compatibile con un dente.

Per trasformare quella vite in un supporto capace di reggere una corona serve un elemento intermedio che emerga dalla gengiva con la forma e l'inclinazione corrette: è questo il ruolo dell'abutment, chiamato anche moncone protesico. È il pilastro che attraversa i tessuti molli e a cui viene fissata la protesi, e la sua scelta e realizzazione condizionano tanto la funzione masticatoria quanto l'estetica del risultato finale, soprattutto nei denti anteriori.

Come è fatto e come si collega all'impianto

L'abutment si connette all'impianto attraverso un sistema di incastro meccanico, che varia a seconda del produttore e del modello: nella maggior parte dei casi si tratta di una connessione interna, conica o esagonale, che garantisce stabilità e impedisce alla vite di ruotare sotto le forze masticatorie. Il collegamento viene poi bloccato con una piccola vite di fissaggio, serrata a un valore di torque controllato.

La parte superiore dell'abutment, quella che sporge dalla gengiva, viene sagomata per riprodurre il cosiddetto profilo di emergenza: la forma con cui il dente artificiale esce dai tessuti molli, che deve essere il più simile possibile a quella di un dente naturale per permettere alla gengiva di adattarsi in modo armonico e per facilitare le manovre di igiene quotidiana. Un profilo di emergenza mal disegnato è una delle cause più frequenti di infiammazione cronica dei tessuti intorno all'impianto.

Abutment in titanio o in zirconia: la scelta estetica

Il materiale dell'abutment incide direttamente sul risultato estetico, soprattutto quando lo spessore della gengiva è ridotto. Un abutment in titanio è estremamente resistente e affidabile dal punto di vista meccanico, ma il suo colore grigio-metallico può in alcuni casi trasparire attraverso gengive sottili, dando alla corona una tonalità leggermente più scura alla base. Per questo, nei denti frontali dove l'estetica è prioritaria, si preferisce spesso un abutment in zirconia, un materiale ceramico dal colore avorio che si mimetizza meglio con il tessuto gengivale circostante.

La scelta tra i due materiali non è mai automatica: dipende dallo spessore dei tessuti molli del paziente, dalla posizione del dente da sostituire e dal tipo di forze masticatorie che quell'area dovrà sopportare. È una valutazione che va fatta caso per caso durante la pianificazione della riabilitazione, non dopo.

Abutment prefabbricato o personalizzato (custom)

Esistono due grandi categorie di abutment. Gli abutment stock, prefabbricati dal produttore in dimensioni standard, sono più economici e disponibili immediatamente, adatti a molte situazioni cliniche comuni. Gli abutment custom, progettati su misura con tecnologia CAD-CAM a partire dall'impronta digitale del paziente, permettono invece di controllare con precisione forma, altezza e profilo di emergenza, un vantaggio importante nei casi esteticamente più complessi o quando la posizione dell'impianto non è perfettamente ideale.

Un ultimo aspetto riguarda il tipo di protesi che l'abutment dovrà sostenere: nelle protesi avvitate l'abutment ha un canale che permette di fissare la corona direttamente con una vite, mentre nelle protesi cementate la corona viene incollata sopra l'abutment come avviene su un dente naturale limato. Entrambe le soluzioni hanno vantaggi e limiti, e la scelta viene fatta insieme al paziente in base alla posizione del dente e alle esigenze di manutenzione futura.

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Domande frequenti

L'abutment si vede quando sorrido?

No. Una volta terminata la riabilitazione, l'abutment resta nascosto sotto la gengiva e sotto la corona che gli viene cementata o avvitata sopra: quello che si vede è solo il dente artificiale, non il componente di collegamento.

L'abutment va sostituito nel tempo?

Di norma no: se correttamente posizionato e integrato con i tessuti gengivali, un abutment resta stabile per tutta la vita dell'impianto. Può essere rimosso e sostituito solo in caso di problemi tecnici, di usura della vite di fissaggio o se serve rifare la protesi soprastante.

L'abutment è uguale per tutti gli impianti?

No, va scelto caso per caso: varia per materiale, altezza, angolazione e tipo di connessione in base alla posizione del dente da sostituire, allo spessore dei tessuti gengivali e al fatto che la protesi sarà avvitata o cementata.

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