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Blog · Domande frequenti ed emergenze

Dente che si muove da adulto:
cosa fare?

In breve

Un dente che si muove in età adulta non è mai normale e va fatto valutare presto: la causa più frequente è la parodontite, che riduce l'osso di sostegno, ma contano anche traumi, bruxismo e infezioni. Nel frattempo evita di toccarlo con lingua o dita e mastica dall'altro lato. Intervenire presto aumenta molto le probabilità di salvarlo.

Studio dentistico del Dr. Arrigoni a Genzano di Roma

Perché un dente si muove: le cause principali

A differenza dei denti da latte, i denti permanenti non devono muoversi: una mobilità percepibile indica sempre che qualcosa ha indebolito il loro sistema di sostegno. Le cause più frequenti sono:

  • Parodontite (la vecchia "piorrea"): l'infezione cronica delle gengive distrugge progressivamente l'osso che ancora il dente. È la causa numero uno negli adulti.
  • Trauma: un colpo, una caduta o la masticazione di qualcosa di molto duro.
  • Bruxismo e sovraccarico: serrare e digrignare cronicamente può aumentare la mobilità, soprattutto su denti già indeboliti.
  • Infezioni all'apice della radice, come ascessi e granulomi.
  • Più raramente, cisti o altre lesioni delle ossa mascellari.

Individuare la causa è il primo passo: la cura è completamente diversa a seconda dell'origine.

Cosa fare subito (e cosa evitare)

In attesa della visita, la parola d'ordine è non sollecitare il dente: evita di toccarlo continuamente con la lingua o con le dita per "controllare quanto si muove", mastica dal lato opposto e preferisci cibi morbidi. Continua a lavare i denti con delicatezza anche nella zona interessata: sospendere l'igiene peggiora l'infiammazione gengivale.

Se la mobilità è comparsa dopo un trauma, la visita deve essere tempestiva: nelle prime ore si può fare molto, per esempio stabilizzare il dente con uno splintaggio ai denti vicini. Evita assolutamente il fai-da-te: niente tentativi di "riposizionare" il dente con le dita e niente attese prolungate sperando che si sistemi da solo.

Le cure possibili: dipende dalla causa

Quando la causa è la parodontite, la priorità è fermare l'infezione: igiene professionale profonda, levigatura delle radici e, nei casi avanzati, terapie parodontali specifiche. Eliminata l'infiammazione, la mobilità spesso si riduce; nei casi selezionati si può stabilizzare il dente unendolo ai vicini.

Se il problema è il sovraccarico da bruxismo, si interviene sulla causa con una valutazione gnatologica e in genere un bite su misura. Dopo un trauma, lo splintaggio temporaneo dà al legamento il tempo di guarire. Quando invece il sostegno osseo è ormai insufficiente e il dente non è salvabile, meglio pianificare la sostituzione, per esempio con un impianto, prima che la situazione comprometta anche i denti vicini.

Errori da evitare

Il primo errore è aspettare: la parodontite non fa male per anni e la mobilità è spesso uno dei suoi ultimi avvisi, quando l'osso perso è già molto. Il secondo è curare il sintomo ignorando la causa: fissare un dente mobile senza trattare l'infezione che lo muove è inutile.

Attenzione anche a due comportamenti diffusi: smettere di spazzolare la zona perché la gengiva sanguina, quando è vero il contrario (il sanguinamento è segno di infiammazione da trattare), e sottovalutare il fumo, che maschera i sintomi gengivali e accelera la perdita di osso. Infine, non estrarre frettolosamente: molti denti mobili, con la terapia giusta, possono essere mantenuti a lungo.

Quando andare dal dentista

Subito, appena noti la mobilità: è un sintomo che non ammette attese, perché l'osso perso non si riforma spontaneamente e il tempo gioca contro il dente. La visita comprende in genere il sondaggio parodontale, radiografie mirate e la valutazione dell'occlusione, per capire causa ed entità del problema.

Nel nostro studio di Genzano di Roma affrontiamo questi casi con un approccio conservativo: prima si cerca di salvare il dente e, solo quando non è possibile, si pianifica la sostituzione con tecniche digitali. La prima visita è gratuita e senza impegno: scrivici su WhatsApp al 347 876 0332.

Hai dubbi sul tuo caso? La prima visita è gratuita e senza impegno. Ne parliamo insieme a Genzano di Roma.

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Domande frequenti

Un dente che si muove può tornare stabile?

In molti casi sì, se la causa viene trattata in tempo. Eliminando l'infiammazione parodontale o il sovraccarico, la mobilità lieve tende spesso a ridursi; nei traumi, lo splintaggio consente al legamento di guarire. Quando invece la perdita di osso è molto avanzata, la stabilità completa può non essere recuperabile.

La parodontite fa muovere tutti i denti o solo alcuni?

Può fare entrambe le cose: esistono forme localizzate, che colpiscono pochi elementi, e forme generalizzate che interessano l'intera bocca. Per questo la valutazione comprende sempre il sondaggio di tutti i denti, non solo di quello che si muove: individuare le zone a rischio permette di intervenire prima che compaiano altri sintomi.

Se il dente non si può salvare, quali alternative ho?

L'opzione oggi più utilizzata è l'impianto dentale, che sostituisce la radice senza coinvolgere i denti vicini; in alternativa esistono ponti e altre soluzioni protesiche. La scelta dipende da quantità di osso disponibile, salute gengivale e situazione generale della bocca: va definita in visita, dopo aver stabilizzato l'eventuale parodontite.

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