L'otturazione è il trattamento con cui si cura una carie: si rimuove il tessuto danneggiato e si ricostruisce il dente con un composito dello stesso colore, praticamente invisibile. È una procedura rapida, in genere completata in una sola seduta e, grazie all'anestesia locale, ben tollerata e di solito indolore.

In cosa consiste, passo dopo passo
La seduta segue un percorso ben definito e in genere si conclude in poco tempo.
- Anestesia locale, quando serve, per lavorare in totale comfort.
- Rimozione della carie: si elimina solo il tessuto danneggiato, conservando il dente sano.
- Isolamento del dente, spesso con la diga di gomma, per lavorare in un campo pulito e asciutto: è uno dei segreti di un'otturazione che dura.
- Ricostruzione a strati con il composito, modellando l'anatomia del dente.
- Rifinitura e lucidatura, con controllo del morso.
Nella maggior parte dei casi tutto si conclude in un'unica seduta, e il risultato è un dente funzionale e praticamente indistinguibile dagli altri.
Fa male? Cosa aspettarsi durante la seduta
La paura del dolore è il motivo principale per cui si rimanda, ma oggi ha poco fondamento: con l'anestesia locale la procedura è in genere del tutto indolore, e su carie molto superficiali a volte l'anestesia non serve nemmeno.
Durante la seduta sentirai vibrazioni, acqua e qualche pressione, ma non dolore: se dovessi percepire fastidio, basta alzare una mano e ci fermiamo. Al termine, il dente è subito utilizzabile, con la sola accortezza di attendere la fine dell'effetto dell'anestesia prima di masticare.
Dopo l'otturazione: cosa è normale e cosa no
Nei primi giorni una leggera sensibilità al freddo o alla masticazione è normale, soprattutto se la carie era profonda: tende a ridursi spontaneamente. Non è normale, invece, un dolore che aumenta col passare dei giorni, la sensazione netta di un punto "alto" quando chiudi la bocca o un fastidio forte e persistente al caldo: in quei casi conviene farsi ricontrollare, spesso basta un piccolo ritocco dell'occlusione.
Per i primi giorni, se il dente è un po' sensibile, può aiutare evitare cibi e bevande molto freddi e masticare con gradualità da quel lato.
Quanto dura e da cosa dipende
Un'otturazione ben eseguita dura molti anni, ma la sua longevità dipende da tre fattori: la qualità dell'esecuzione (isolamento, adesione, rifinitura), la tua igiene quotidiana e i controlli periodici, che intercettano per tempo eventuali infiltrazioni ai margini.
Anche le abitudini contano: mordere oggetti duri, usare i denti come "attrezzi" o digrignare di notte accorcia la vita di qualsiasi restauro. Se la cavità è molto ampia, va valutato in visita se convenga un intarsio, più resistente nei restauri estesi.
Quando andare dal dentista
Il momento giusto per un'otturazione è prima che il dente faccia male: sensibilità nuova, una macchia scura, cibo che si incastra sempre nello stesso punto o un vecchio restauro che si è scheggiato sono tutti buoni motivi per una valutazione. Presa in tempo, la carie si risolve con una seduta semplice; aspettare significa rischiare trattamenti più impegnativi.
Se hai il dubbio di avere una carie, nel nostro studio di Genzano di Roma la prima visita è gratuita e senza impegno: puoi prenotarla anche con un messaggio WhatsApp al 347 876 0332.
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Prenota la visita gratuitaDomande frequenti
Posso mangiare subito dopo un'otturazione?
Con i compositi moderni, induriti con la lampada, l'otturazione è subito funzionale: la vera attesa riguarda l'anestesia. Finché labbra e guancia sono addormentate, meglio non masticare per evitare di mordersi senza accorgersene. Passato l'effetto, in genere si può mangiare normalmente.
Perché a volte l'otturazione va rifatta dopo anni?
Nessun restauro è eterno: con gli anni i margini possono usurarsi o infiltrarsi, e sotto può ripartire una carie. È un'evoluzione normale, non necessariamente un difetto. I controlli periodici servono proprio a intercettare questi segnali e a rinnovare il restauro prima che il problema si estenda.
Si può fare un'otturazione in gravidanza?
In genere sì: curare una carie in gravidanza è possibile e spesso consigliabile, perché un'infezione trascurata è più rischiosa del trattamento. Si preferisce quando possibile il secondo trimestre e si adottano tutte le precauzioni del caso. Va sempre segnalata la gravidanza al dentista, così da pianificare al meglio.
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