La pericoronite è l'infiammazione della gengiva che ricopre parzialmente un dente del giudizio in eruzione: sotto quel lembo si accumulano batteri e residui di cibo difficili da rimuovere. Provoca dolore, gonfiore, a volte difficoltà ad aprire la bocca e febbre. Si tratta con igiene professionale, sciacqui ed eventuali farmaci; se recidiva, in genere si valuta l'estrazione.

Cos'è la pericoronite e perché colpisce i denti del giudizio
Quando un dente del giudizio erompe solo in parte, una porzione di gengiva — chiamata opercolo — resta a coprirne la superficie. Tra il lembo gengivale e il dente si crea una tasca calda e umida dove si accumulano placca e residui di cibo, praticamente impossibile da pulire con lo spazzolino. È l'ambiente ideale per un'infezione: la pericoronite, appunto.
Colpisce soprattutto i giudizi inferiori, in genere tra i 18 e i 30 anni, l'età tipica della loro eruzione. Episodi possono essere favoriti anche da stress, cali delle difese immunitarie o piccoli traumi da masticazione sul lembo gengivale, che a volte viene morso dal dente antagonista.
I sintomi tipici
La pericoronite si riconosce da un insieme di segnali piuttosto caratteristici:
- Dolore nella zona più arretrata della bocca, spesso irradiato verso orecchio e gola.
- Gengiva gonfia, arrossata e dolente al tatto intorno al dente del giudizio.
- Difficoltà ad aprire la bocca (trisma) e a masticare o deglutire.
- Alito cattivo e sapore sgradevole, dovuti al materiale che ristagna sotto il lembo.
- Nei casi più intensi, febbre, linfonodi ingrossati e gonfiore della guancia.
I sintomi possono attenuarsi da soli in qualche giorno, ma la conformazione che li ha causati resta: per questo gli episodi tendono a ripetersi, spesso con intensità crescente.
Cosa fare subito a casa
In attesa della visita puoi ridurre il fastidio con sciacqui delicati di acqua tiepida e sale o con un collutorio indicato dal dentista, mantenendo la zona il più pulita possibile: anche se fa male, cerca di spazzolare con delicatezza e di rimuovere i residui di cibo. Un antidolorifico da banco, se non hai controindicazioni, aiuta a gestire il dolore.
Evita invece il calore sulla guancia, i cibi che si incastrano facilmente (semi, crosticine, riso) e il fumo. E soprattutto non assumere antibiotici di tua iniziativa: servono solo in alcuni casi e devono essere prescritti dopo una valutazione. Se compaiono febbre alta, gonfiore in estensione verso il collo o difficoltà a deglutire, la valutazione deve essere immediata.
Come si cura in studio
Il trattamento della fase acuta consiste nella detersione professionale dello spazio sotto il lembo gengivale: si rimuovono placca e residui, si irriga con soluzioni antisettiche e, quando indicato, si associa una terapia farmacologica. Se il dente antagonista traumatizza il lembo, si può intervenire anche su quel contatto.
Superata la fase acuta, si ragiona sulla causa. Le strade sono essenzialmente tre: monitorare se il dente ha spazio per completare l'eruzione, rimuovere chirurgicamente il lembo gengivale in casi selezionati, oppure — la soluzione più frequente quando gli episodi si ripetono — estrarre il dente del giudizio. La scelta si basa su posizione del dente, spazio disponibile e radiografia panoramica o, se serve, TAC tridimensionale.
Quando andare dal dentista
Al primo episodio, senza aspettare che passi da solo: una valutazione precoce permette di trattare l'infiammazione e capire subito se quel dente del giudizio potrà mai erompere correttamente o se conviene programmarne l'estrazione in un momento tranquillo, invece che in piena fase acuta. Se hai già avuto più episodi, la visita è ancora più consigliata: le recidive tendono a peggiorare.
Nel nostro studio di Genzano di Roma valutiamo questi casi con radiografie digitali e, quando serve, con imaging 3D per pianificare l'eventuale estrazione in sicurezza. La prima visita è gratuita e senza impegno: scrivici su WhatsApp al 347 876 0332.
Hai dubbi sul tuo caso? La prima visita è gratuita e senza impegno. Ne parliamo insieme a Genzano di Roma.
Prenota la visita gratuitaDomande frequenti
La pericoronite passa da sola?
L'episodio acuto può attenuarsi in alcuni giorni, soprattutto con una buona igiene della zona. Ma la causa — il lembo di gengiva che copre parzialmente il dente — rimane, e con essa la tendenza alle recidive. Per questo anche un episodio risolto merita una valutazione, per decidere come prevenire i successivi.
Bisogna sempre estrarre il dente del giudizio dopo una pericoronite?
Non sempre. Se il dente ha spazio ed è ben orientato, può completare l'eruzione e il problema risolversi definitivamente. Quando invece il dente è incluso o mal posizionato e gli episodi si ripetono, l'estrazione è in genere la soluzione più sensata. La decisione si prende su esame clinico e radiografia.
La pericoronite è contagiosa o pericolosa per gli altri denti?
Non è contagiosa. Se trascurata a lungo, però, l'infezione può estendersi ai tessuti vicini e, in casi non comuni, favorire problemi al dente adiacente, come carie sulla superficie di contatto difficile da pulire. È un motivo in più per non limitarsi a gestire i sintomi episodio dopo episodio.
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