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Blog · Implantologia

Poco osso per gli impianti?
Le soluzioni.

In breve

"Non ho abbastanza osso per gli impianti" è una frase che sentiamo spesso, ma oggi non è quasi mai un vicolo cieco. Tra rigenerazione ossea, rialzo del seno mascellare e impianti pianificati in digitale per sfruttare al meglio l'osso residuo, nella maggior parte dei casi esiste una strada percorribile: va individuata con una valutazione tridimensionale accurata.

Impianto dentale — illustrazione clinica di odontoiatria digitale

Perché l'osso si riduce

L'osso che sostiene i denti vive dello stimolo della masticazione. Quando un dente viene perso, quella porzione di osso non riceve più sollecitazioni e tende a riassorbirsi progressivamente, soprattutto nei primi anni.

Altri fattori accelerano il processo: la parodontite, che distrugge il supporto osseo attorno ai denti, l'uso prolungato di dentiere mobili che comprimono la gengiva, estrazioni traumatiche e infezioni croniche. Per questo, più tempo passa dalla perdita del dente, più il volume disponibile può ridursi.

La buona notizia è che il riassorbimento non è uguale per tutti né in tutte le zone della bocca: per questo nessuna decisione seria può basarsi su impressioni o su radiografie datate.

Le soluzioni chirurgiche: rigenerare l'osso

Quando il volume non basta, oggi si può ricostruire:

  • Rigenerazione ossea guidata: si ricostruisce l'osso mancante con biomateriali dedicati e membrane che guidano la guarigione, contestualmente all'impianto o in una fase precedente.
  • Rialzo del seno mascellare: nella zona posteriore dell'arcata superiore, dove il seno mascellare riduce l'altezza disponibile, si crea lo spazio per un ancoraggio adeguato.

Sono procedure consolidate, eseguite in anestesia locale, i cui tempi e la cui reale necessità vanno definiti caso per caso.

In situazioni selezionate si valutano anche impianti più corti o di diametro ridotto, progettati per ancorarsi in sicurezza dove l'altezza disponibile è limitata.

La strada meno invasiva: sfruttare l'osso che c'è

Non sempre serve aggiungere osso: spesso si può usare meglio quello disponibile. La pianificazione digitale permette di individuare le zone dove il volume è ancora buono e di orientare lì gli impianti, con inclinazioni e lunghezze studiate al computer.

In molte riabilitazioni complete, questa strategia consente di evitare o ridurre gli innesti, con interventi più leggeri e tempi più brevi. È uno dei motivi per cui una diagnosi tridimensionale accurata può cambiare completamente il piano di cura rispetto a una valutazione fatta solo su una panoramica.

Gli errori da evitare

Davanti a una diagnosi di "poco osso", alcuni comportamenti peggiorano la situazione:

  • Arrendersi a un vecchio "no": una valutazione di anni fa può non valere più, perché tecniche e strumenti sono cambiati.
  • Aspettare ancora: il riassorbimento continua nel tempo e riduce le opzioni più semplici.
  • Decidere senza una TAC tridimensionale: la sola panoramica non misura lo spessore reale dell'osso.
  • Ignorare la parodontite: va stabilizzata prima di qualsiasi progetto implantare.

Cosa aspettarsi dalla valutazione

Il percorso inizia con un esame clinico, una scansione digitale della bocca e una TAC cone beam, che misura con precisione altezza e spessore dell'osso in ogni zona. Su questi dati si costruisce il piano: impianti nell'osso esistente, rigenerazione mirata o una combinazione delle due strade.

Se ti hanno detto che non hai osso a sufficienza, vale la pena verificarlo: nel nostro studio di Genzano di Roma la prima visita è gratuita e senza impegno, con possibilità di pagamento dilazionato. Scrivici su WhatsApp al 347 876 0332.

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Domande frequenti

La rigenerazione ossea è dolorosa?

L'intervento si esegue in anestesia locale, quindi non si avverte dolore durante la procedura. Nei giorni successivi sono normali gonfiore e un fastidio moderato, gestibili con i farmaci indicati, simili a quelli di un'estrazione. Il decorso dipende dall'estensione della zona trattata e viene spiegato in dettaglio prima dell'intervento.

La rigenerazione allunga molto i tempi degli impianti?

Dipende dal caso. Quando il difetto è contenuto, la rigenerazione si esegue spesso nella stessa seduta dell'impianto, senza allungare il percorso. Se la ricostruzione è più importante, può servire una fase di guarigione dedicata di alcuni mesi prima dell'inserimento. La pianificazione 3D permette di stimare i tempi in modo realistico fin dall'inizio.

I materiali usati per ricostruire l'osso sono sicuri?

I biomateriali impiegati in rigenerazione ossea sono dispositivi medici certificati, utilizzati da decenni e ampiamente documentati. Fanno da impalcatura che l'organismo colonizza con osso proprio durante la guarigione. Tipo di materiale e tecnica vengono scelti in base al difetto da trattare e ti vengono illustrati prima dell'intervento.

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