No, se eseguite correttamente e quando servono: le radiografie dentali moderne comportano dosi di radiazioni molto basse, tra le più contenute in ambito medico, ulteriormente ridotte dai sensori digitali. Il principio guida è la giustificazione: si esegue l'esame solo quando l'informazione che fornisce è utile alla diagnosi o alla cura, con le dovute cautele in gravidanza.

Quante radiazioni comporta una radiografia dentale
Le radiografie odontoiatriche sono tra gli esami radiologici a più bassa dose in assoluto. Una piccola radiografia endorale espone a una quantità di radiazioni paragonabile a quella che assorbiamo naturalmente dall'ambiente in poche ore o pochi giorni di vita normale: la cosiddetta radiazione di fondo, presente ovunque, dal suolo ai voli aerei.
Anche la panoramica resta un esame a dose contenuta, mentre la TAC dentale (cone beam) comporta un'esposizione maggiore ma comunque molto inferiore a quella di una TAC medica tradizionale. Per questo il rischio legato a una singola radiografia dentale, o anche a più radiografie nel corso degli anni, è considerato estremamente basso dalla comunità scientifica.
Il vantaggio del digitale: dosi ancora più basse
Il passaggio dalla pellicola ai sensori digitali ha cambiato in meglio le cose. I sensori sono molto più sensibili delle vecchie pellicole e richiedono un'esposizione sensibilmente inferiore per ottenere un'immagine di qualità, spesso persino migliore: più definita, ingrandibile e regolabile in contrasto.
Ci sono poi altri vantaggi concreti: l'immagine è disponibile in pochi secondi, si archivia nella cartella clinica senza degradarsi nel tempo, si confronta facilmente con gli esami precedenti e si condivide con altri specialisti quando serve. Nel nostro studio di Genzano di Roma tutta la diagnostica per immagini è digitale, proprio per unire qualità diagnostica e minima esposizione possibile.
Perché le radiografie servono davvero
Molti problemi dentali non si vedono a occhio nudo, nemmeno all'esame più attento. La radiografia permette di individuare:
- Carie tra dente e dente o sotto otturazioni esistenti, invisibili all'ispezione diretta.
- Infezioni all'apice delle radici, come granulomi, spesso del tutto silenziose.
- Perdita di osso legata alla parodontite, per misurarne l'entità e seguirne l'evoluzione.
- Denti inclusi, cisti e altre condizioni delle ossa mascellari.
- Le informazioni necessarie a pianificare impianti, devitalizzazioni ed estrazioni in sicurezza.
Rinunciare a una radiografia utile, per paura di una dose minima, significa spesso accorgersi dei problemi quando sono già più estesi e costosi da trattare.
Gravidanza e bambini: le cautele giuste
In gravidanza vale la regola della prudenza: gli esami radiografici non urgenti si rimandano, ma se una radiografia è davvero necessaria, per esempio per un'infezione in corso, può essere eseguita con le dovute protezioni, perché la zona esaminata è lontana dall'addome e la dose è minima. L'importante è informare sempre il dentista dello stato di gravidanza, anche solo presunto.
Nei bambini si applica lo stesso principio con attenzione ancora maggiore: si eseguono solo gli esami giustificati da un reale quesito clinico, con protocolli a dose ridotta adeguati all'età. Il digitale, anche qui, è un alleato prezioso.
Errori da evitare
Il primo errore è rifiutare per principio ogni radiografia: senza vedere sotto la superficie, alcune diagnosi sono semplicemente impossibili, e curare alla cieca non è nell'interesse di nessuno. Il secondo, opposto, è pretendere esami non necessari "per scrupolo": ogni radiografia deve rispondere a una domanda clinica precisa.
Un altro errore comune è non portare con sé gli esami recenti quando si cambia studio: una panoramica fatta da poco può evitare di ripetere l'esposizione. Se hai dubbi sulla diagnostica o vuoi far valutare i tuoi esami, la prima visita nel nostro studio è gratuita e senza impegno: contattaci anche su WhatsApp al 347 876 0332.
Hai dubbi sul tuo caso? La prima visita è gratuita e senza impegno. Ne parliamo insieme a Genzano di Roma.
Prenota la visita gratuitaDomande frequenti
Ogni quanto è normale fare le radiografie dal dentista?
Non esiste una frequenza fissa uguale per tutti: dipende dal rischio individuale di carie e parodontite, dalle cure in corso e dalla storia clinica. Chi ha bocca sana e basso rischio può fare controlli radiografici anche a distanza di anni; chi è in cura ne ha bisogno più spesso. Decide il quesito clinico, non il calendario.
Che differenza c'è tra panoramica e TAC dentale?
La panoramica è un'immagine bidimensionale d'insieme di denti e ossa mascellari, utile come esame di inquadramento. La TAC cone beam è tridimensionale e mostra volumi e spessori reali: serve soprattutto per pianificare impianti, estrazioni complesse e casi endodontici particolari. La dose della cone beam è maggiore, per questo si usa solo quando è giustificata.
Il grembiule di piombo serve ancora?
Con le apparecchiature digitali moderne, ben collimate, la radiazione dispersa è minima e le principali linee guida internazionali considerano le schermature non più indispensabili nella maggior parte dei casi. Restano comunque utilizzabili in situazioni specifiche e su richiesta del paziente: il dentista applica le indicazioni più aggiornate caso per caso.
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