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Blog · Implantologia

Vite di guarigione: a cosa
serve dopo l'impianto

In breve

La vite di guarigione (healing screw) è una piccola vite temporanea avvitata sopra l'impianto dopo l'inserimento chirurgico, che sporge leggermente dalla gengiva mentre l'osso si integra: la sua funzione è mantenere aperto un canale nei tessuti molli, permettendo alla gengiva di guarire e modellarsi correttamente intorno all'impianto senza richiedere un secondo intervento per scoprirlo. Una volta completata la guarigione dei tessuti, viene rimossa e sostituita dall'abutment su cui verrà realizzata la protesi definitiva.

Cosa succede subito dopo l'inserimento dell'impianto

Quando un impianto viene inserito nell'osso, inizia un processo biologico che richiede tempo: l'osteointegrazione, cioè la fusione progressiva tra la superficie in titanio della vite e il tessuto osseo circostante. Durante questo periodo, che dura in genere alcuni mesi, l'impianto deve restare protetto da sollecitazioni eccessive, ma allo stesso tempo i tessuti gengivali che lo circondano devono poter guarire in modo ordinato, senza ricoprire completamente la sua sommità.

È in questa fase che entra in gioco un piccolo componente spesso sconosciuto ai pazienti, ma fondamentale dal punto di vista pratico: la vite di guarigione, chiamata anche in inglese healing screw o healing cap. Non fa parte della protesi finale e non ha alcuna funzione estetica: è un componente provvisorio, pensato per gestire correttamente l'interfaccia tra l'impianto e la gengiva durante l'attesa.

A cosa serve esattamente la vite di guarigione

La vite di guarigione viene avvitata sulla parte superiore dell'impianto e sporge leggermente al di sopra del livello della gengiva, restando quindi visibile in bocca. Il suo compito principale è mantenere aperto un piccolo canale attraverso i tessuti molli: senza di essa, la gengiva tenderebbe a richiudersi sopra l'impianto durante la guarigione, rendendo poi necessario un secondo piccolo intervento chirurgico per riaprirla e accedere all'impianto.

Un secondo ruolo, altrettanto importante, è quello di guidare la forma con cui i tessuti molli si modellano intorno all'impianto: la gengiva che guarisce a contatto con la vite di guarigione forma un piccolo colletto rotondeggiante, che aiuta a preparare il profilo di emergenza corretto per quando, in seguito, verranno collegati l'abutment e la corona. Infine, la vite di guarigione protegge la connessione interna dell'impianto da contaminazioni e dalla crescita di tessuto molle al suo interno, un dettaglio tecnico ma rilevante per la buona riuscita dei passaggi successivi.

Tecnica sommersa o non sommersa: quando si usa la vite di guarigione

Esistono due approcci principali nella gestione della fase di guarigione implantare. Nella tecnica cosiddetta non sommersa, la vite di guarigione viene applicata subito, nella stessa seduta chirurgica in cui viene inserito l'impianto: la gengiva viene suturata intorno ad essa e l'impianto resta visibile, seppur coperto dalla sola vite, fin da subito.

Nella tecnica sommersa, invece, l'impianto viene completamente ricoperto dalla gengiva al momento dell'intervento, senza applicare alcuna vite di guarigione, e resta nascosto sotto i tessuti per tutto il periodo di osteointegrazione. In questo caso la vite di guarigione viene inserita in un secondo momento, con un piccolo intervento chirurgico ambulatoriale che riapre la gengiva sopra l'impianto integrato. La scelta tra i due approcci dipende da diversi fattori clinici, tra cui la qualità dell'osso, la stabilità primaria raggiunta dall'impianto e le preferenze del piano di trattamento.

Dalla vite di guarigione alla protesi: i passaggi successivi

Una volta che i tessuti gengivali si sono modellati in modo soddisfacente intorno all'impianto, la vite di guarigione viene rimossa: è un passaggio semplice e rapido, che nella maggior parte dei casi non richiede anestesia, poiché i tessuti coinvolti non hanno la stessa sensibilità di una gengiva integra. Al suo posto viene collegato l'abutment, il componente definitivo su cui verrà poi realizzata la corona o il ponte protesico, spesso dopo aver preso un'impronta digitale della situazione.

Vedere o sentire con la lingua la vite di guarigione nelle settimane successive all'intervento è quindi normale e atteso: non è un segno di problema, ma una fase necessaria del percorso verso la protesi finale. Se hai appena eseguito un impianto o stai valutando di farlo e vuoi capire come si svolgerà il tuo percorso specifico, nel nostro studio a Genzano di Roma la prima visita è gratuita e senza impegno.

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Domande frequenti

La vite di guarigione fa male o si vede in bocca?

Non dovrebbe causare dolore, al massimo un lieve fastidio nei primi giorni. È normale invece percepirla con la lingua o notarla guardandosi allo specchio per tutto il periodo in cui resta in posizione, essendo l'unica parte dell'impianto visibile in bocca.

Quanto tempo resta la vite di guarigione prima di essere tolta?

Il tempo varia da paziente a paziente, in genere da alcune settimane a qualche mese, in base a come stanno guarendo i tessuti gengivali e al piano di trattamento concordato. Sarà il dentista a stabilire il momento giusto per rimuoverla.

La vite di guarigione va tolta dal dentista o cade da sola?

Va rimossa dal dentista con un rapido intervento ambulatoriale, in genere senza bisogno di anestesia, perché i tessuti intorno non sono innervati come una gengiva integra. Non deve mai essere svitata autonomamente dal paziente.

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