Un paziente di 52 anni si è presentato con dolore e mobilità di un incisivo inferiore, compromesso da una cisti. In un'unica seduta il dente è stato estratto in modo atraumatico, è stato inserito un impianto senza incisioni della gengiva (tecnica flapless) e applicato subito un dente fisso provvisorio, riutilizzando la corona naturale del paziente. Nessuna sutura, un solo intervento, estetica preservata dal primo giorno.
Questo è un caso clinico reale seguito nel nostro studio, presentato in forma completamente anonima. Lo condividiamo perché ben documentato e rappresentativo di un approccio mini-invasivo di cui parliamo spesso: sostituire un dente non recuperabile senza rimanere senza denti nemmeno un giorno.
La situazione iniziale
Il paziente, 52 anni, non fumatore e in buono stato di salute generale, lamentava dolore persistente e mobilità di un incisivo centrale inferiore. L'esame radiografico ha evidenziato una cisti periapicale con compromissione del supporto osseo attorno alla radice: il dente non era più recuperabile.


Perché il carico immediato
Valutate clinica e radiografia, si è scelto un impianto a carico immediato. L'obiettivo era chiaro: risolvere tutto in un'unica seduta — estrazione, impianto e dente fisso — così da non lasciare mai il paziente con uno spazio vuoto in una zona così visibile. Il carico immediato non è però una scelta automatica: richiede una buona stabilità primaria dell'impianto e un sito adeguatamente decontaminato. Quando queste condizioni ci sono, permette di preservare i tessuti e l'estetica fin da subito.
L'intervento, passo dopo passo
In anestesia locale, il dente è stato rimosso con un'estrazione atraumatica, usando una pinza dedicata e un approccio conservativo per preservare l'osso alveolare residuo — un dettaglio decisivo per il successo dell'impianto immediato.

L'alveolo è stato poi ripulito accuratamente dal tessuto cistico e di granulazione e decontaminato con clorexidina, ottenendo un sito pulito. Si è quindi preparato il letto implantare con frese calibrate, mantenendo l'asse corretto in funzione della futura protesi; il corretto orientamento è stato verificato con un pin di parallelismo.

Nella stessa seduta è stato inserito un impianto di ultima generazione, di diametro contenuto (3,8 mm) adatto allo spazio ridotto dell'incisivo inferiore, con tecnica flapless, cioè senza scollare la gengiva: meno traumi, meno gonfiore e guarigione più rapida. La stabilità primaria ottenuta è stata eccellente, condizione necessaria per procedere con il carico immediato.

La riabilitazione immediata: il dente naturale riutilizzato
Qui il dettaglio più elegante del caso. La corona naturale del dente estratto era integra: è stata trattata e riutilizzata come provvisorio, stabilizzandola su un moncone provvisorio (TBase). Il foro di accesso alla vite è stato isolato e chiuso con composito, per una sigillatura estetica e funzionale immediata.


L'intervento si è concluso senza necessità di suture, grazie all'approccio mini-invasivo. Il risultato: un dente fisso, identico al naturale, già in giornata.
Il risultato e il controllo nel tempo
Il paziente ha lasciato lo studio con il proprio sorriso intatto, senza spazi vuoti e senza protesi mobili. È stato quindi avviato un protocollo di follow-up con controlli clinici e radiografici programmati, per monitorare l'osteointegrazione dell'impianto e la stabilità dell'osso nel tempo, in vista della corona definitiva.


Cosa significa, per il paziente
- Un solo intervento: estrazione, impianto e dente fisso nella stessa seduta.
- Mai senza denti: nessuno spazio vuoto, nemmeno per un giorno, in una zona visibile.
- Mini-invasività: tecnica flapless, nessuna sutura, meno gonfiore e fastidio.
- Estetica naturale: il proprio dente riutilizzato come provvisorio, forma e colore identici.
Caso clinico reale dello studio, pubblicato in forma anonima e con il consenso del paziente. Ogni situazione clinica è a sé: la fattibilità del carico immediato e i risultati vanno valutati individualmente in visita. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono un consulto.
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Prenota la visita gratuitaDomande frequenti
Cos'è l'impianto a carico immediato?
È una tecnica che permette, in casi selezionati, di inserire l'impianto e applicare nella stessa seduta un dente fisso provvisorio. Il paziente non resta senza dente e non deve portare una protesi mobile durante la guarigione. La fattibilità dipende soprattutto dalla stabilità iniziale dell'impianto, valutata caso per caso.
Il carico immediato si può sempre fare?
No. Richiede condizioni precise: osso e gengiva adeguati, assenza di infezione attiva non controllabile e, soprattutto, una buona stabilità primaria dell'impianto. Quando mancano, è più prudente un carico differito. La valutazione si fa con visita, fotografie e radiografie.
Perché riutilizzare il dente naturale del paziente come provvisorio?
Quando la corona del dente estratto è integra, può essere trattata e fissata sull'impianto come provvisorio. Il vantaggio è estetico e psicologico: il paziente ritrova esattamente il proprio dente, con forma e colore identici, mentre l'impianto si integra nell'osso.
L'intervento è doloroso?
Si esegue in anestesia locale ed è generalmente ben tollerato. In questo caso la tecnica è stata minimamente invasiva, senza incisioni della gengiva (flapless) e senza suture, riducendo gonfiore e fastidio post-operatori.
Un dente con una cisti si può sostituire subito con un impianto?
In casi selezionati sì, a patto che il sito venga ripulito dal tessuto cistico e decontaminato, e che si ottenga una stabilità adeguata dell'impianto. La decisione dipende dall'entità della lesione e dall'osso residuo, valutati radiograficamente.
Quanto dura il provvisorio prima del dente definitivo?
Il provvisorio accompagna il periodo di osteointegrazione, in genere alcuni mesi, con controlli clinici e radiografici. Confermata l'integrazione, si passa alla corona definitiva. I tempi esatti si definiscono nel piano di cura iniziale.