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Blog · Igiene e parodontologia

Denti mobili:
si possono bloccare invece di toglierli?

In breve

Un dente che si muove non è per forza un dente perso. Se attorno c'è ancora osso sufficiente, spesso si stabilizza con la terapia parodontale e, nei casi giusti, unendolo ai denti vicini (splintaggio). L'estrazione con impianto resta un'opzione valida, ma non è automatica: va decisa dente per dente, in visita.

Gengive e parodonto — illustrazione clinica

Perché un dente diventa mobile

La mobilità nasce quasi sempre dalla parodontite (piorrea): i batteri sotto gengiva distruggono l'osso e il legamento che tengono fermo il dente. Meno sostegno resta, più il dente oscilla. Altre cause sono un trauma, il sovraccarico da digrignamento (bruxismo) o un'infiammazione acuta temporanea.

La differenza che conta è quanto osso è rimasto: un dente mobile ma con radice ancora ben ancorata è tutt'altra cosa rispetto a un dente rimasto su un filo d'osso.

Prima di pensare all'estrazione

Nel nostro approccio l'estrazione è l'ultima opzione, non la prima. Prima valutiamo se il dente si può salvare e stabilizzare: spesso, curando la parodontite — rimuovendo placca e tartaro sotto gengiva e spegnendo l'infiammazione — la mobilità si riduce da sola in poche settimane, perché la gengiva si riattacca e il dente ritrova appoggio.

Cos'è lo splintaggio ("bloccare" i denti)

Quando la mobilità resta ma le radici sono ancora valide, si può solidarizzare il dente a quelli vicini con uno splintaggio: un sottile filo o una resina uniscono gli elementi, così più denti lavorano insieme e la forza masticatoria si distribuisce. Il dente smette di oscillare e continua la sua funzione.

È una soluzione conservativa che, nei casi indicati, permette di mantenere per anni denti che altrimenti verrebbero tolti.

Quando invece è meglio estrarre

Essere onesti conta: non tutti i denti si salvano. Se l'osso attorno alla radice è quasi del tutto perso, se il dente fa male e infetta di continuo, o se la mobilità è così avanzata da danneggiare anche i denti vicini, l'estrazione è la scelta corretta. In quei casi la sostituzione con un impianto, pianificata dopo aver stabilizzato la bocca, restituisce una masticazione solida.

La decisione non è ideologica: è tecnica, dente per dente, in base all'osso e alla prognosi reale.

Come decidiamo, nel concreto

In visita esaminiamo le gengive, misuriamo le tasche con il sondaggio parodontale e, con radiografie o TAC 3D, vediamo quanto osso sostiene ogni dente. Da lì nasce un piano su misura: quali denti stabilizzare, quali eventualmente sostituire, con che tempi.

Nel nostro studio di Genzano di Roma la prima visita è gratuita e senza impegno, e le terapie si possono dilazionare. Se hai denti che si muovono, non aspettare il dolore: prima si interviene, più denti si salvano. Scrivici su WhatsApp al 347 876 0332.

Hai dubbi sul tuo caso? La prima visita è gratuita e senza impegno. Ne parliamo insieme a Genzano di Roma.

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Domande frequenti

Un dente che si muove è per forza da togliere?

No. Molti denti mobili si stabilizzano curando la parodontite e, se serve, unendoli ai denti vicini con uno splintaggio. Va valutato dente per dente in base a quanto osso è rimasto: l'estrazione è l'ultima opzione, non la prima.

Lo splintaggio è definitivo?

Può essere una soluzione a lungo termine o un ponte verso una scelta successiva, a seconda del caso. In molti pazienti permette di mantenere i denti per anni, purché si segua la terapia di mantenimento parodontale con controlli regolari.

Fa male bloccare i denti?

No, lo splintaggio è una procedura non invasiva e indolore: si applica un sottile filo o una resina che unisce i denti, senza toccare i nervi. Si esegue in una normale seduta ambulatoriale.

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