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Blog · Chirurgia orale

Innesto osseo dentale:
quando serve e quali materiali

In breve

L'innesto osseo aggiunge volume all'osso mascellare quando è insufficiente per sostenere un impianto. Si usano diversi biomateriali: osso autologo (del paziente), di origine animale (xenoinnesto) o materiali sintetici. La scelta dipende dal difetto osseo, dalla sede e dal caso clinico. Spesso l'innesto si esegue insieme all'inserimento dell'impianto; altre volte prima, con qualche mese di guarigione.

Innesto di materiale osseo nel sito implantare
Innesto osseo per l'implantologia

Perché a volte serve aggiungere osso attorno all'impianto

Un impianto dentale si ancora all'osso mascellare come farebbe la radice di un dente naturale: per questo è indispensabile una quantità e una qualità di osso adeguate attorno alla vite implantare. Quando un dente manca da tempo, però, l'osso che lo circondava tende a riassorbirsi e a ridursi di volume, sia in altezza sia in spessore.

In questi casi si ricorre all'innesto osseo, una procedura che aggiunge materiale nell'area dove l'osso è carente. L'obiettivo è duplice: offrire un sostegno stabile all'impianto e migliorare l'aspetto della futura corona nel punto di contatto con la gengiva. È una tecnica chirurgica consolidata da decenni, spesso eseguita in anestesia locale.

I materiali da innesto: autologo, di origine animale e sintetici

Non esiste un solo tipo di innesto. L'osso autologo è prelevato dal paziente stesso, in genere da una zona vicina della bocca: ha ottime capacità rigenerative perché è tessuto proprio dell'organismo, ma richiede un secondo sito chirurgico. Gli innesti di origine animale (xenoinnesti) sono biomateriali trattati e resi biocompatibili, che fungono da impalcatura su cui l'osso del paziente ricresce nel tempo.

Ci sono poi i materiali sintetici, prodotti in laboratorio con composizione simile a quella minerale dell'osso, e talvolta l'uso combinato di più materiali. Ogni categoria ha caratteristiche diverse di riassorbimento e mantenimento del volume: la scelta è sempre clinica e viene spiegata al paziente in base al difetto osseo, alla sede e agli obiettivi del trattamento.

Innesto contestuale all'impianto o in due tempi

In molti casi l'innesto osseo si esegue nello stesso intervento in cui si inserisce l'impianto: il paziente non percepisce grandi differenze, se non un intervento leggermente più lungo. È la situazione più comoda quando il difetto osseo è contenuto.

Quando invece manca molto osso, può essere necessario ricostruire prima e inserire l'impianto in un secondo momento. In questo caso serve un periodo di guarigione che può arrivare fino a diversi mesi, il tempo perché il nuovo osso maturi e diventi capace di sostenere la vite implantare. Il percorso più adatto viene definito dopo una valutazione radiografica accurata.

Come capire di quale innesto hai bisogno

Solo un esame clinico e radiografico permette di misurare il volume osseo disponibile e stabilire se e quale innesto sia necessario. Il costo di un intervento con innesto dipende da diversi fattori: tipo e quantità di materiale, ampiezza del difetto, numero di impianti previsti ed eventuali procedure associate. Per questo un preventivo affidabile nasce sempre da una visita, non da una stima generica.

Nel nostro studio a Genzano di Roma valutiamo ogni caso singolarmente e ti spieghiamo con chiarezza le opzioni disponibili. Se vuoi capire se hai osso a sufficienza o se serve un innesto, prenota la tua prima visita gratuita e senza impegno: scrivici su WhatsApp al 347 876 0332.

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Domande frequenti

L'innesto osseo dentale è doloroso?

L'intervento si esegue in anestesia locale e nella maggior parte dei casi è ben tollerato. Nei giorni successivi si possono avvertire gonfiore o fastidio gestibili con la terapia indicata dal dentista. Ogni caso è comunque diverso e va valutato singolarmente.

Meglio l'osso proprio o un materiale sostitutivo?

Non c'è una risposta valida per tutti. L'osso autologo ha ottime capacità rigenerative ma richiede un secondo sito di prelievo; i materiali di origine animale o sintetici evitano questo passaggio. La scelta dipende dal difetto osseo e viene fatta dal dentista in base al caso.

Quanto tempo serve prima di poter mettere l'impianto dopo un innesto?

Se l'innesto è contestuale all'impianto, i tempi coincidono con quelli di una normale osteointegrazione. Se invece si ricostruisce prima, la guarigione dell'osso può richiedere fino a diversi mesi prima di posizionare l'impianto.

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