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Blog · Implantologia

Si può mettere l'impianto
subito dopo l'estrazione?

In breve

Sì, in molti casi l'impianto può essere inserito nella stessa seduta dell'estrazione: si chiama impianto post-estrattivo immediato. Richiede però condizioni favorevoli: assenza di infezioni acute, osso sufficiente oltre l'alveolo e buona stabilità della vite. Quando queste mancano, è più prudente attendere la guarigione. La scelta si fa dopo una radiografia tridimensionale.

Impianto dentale — illustrazione clinica di odontoiatria digitale

Il post-estrattivo immediato: un'occasione da valutare bene

Quando un dente non è più salvabile, la domanda arriva naturale: perché aspettare mesi con un buco, se l'impianto si può mettere subito? L'impianto post-estrattivo immediato fa esattamente questo: il dente viene estratto con delicatezza e, nella stessa seduta, la vite in titanio viene inserita nell'alveolo appena liberato, ancorandosi all'osso più in profondità.

È una tecnica consolidata e, nei casi giusti, offre vantaggi concreti. Ma la parola chiave è proprio questa: nei casi giusti. Trasformarla in una scelta automatica sarebbe un errore, perché il suo successo dipende da condizioni precise.

I vantaggi quando le condizioni ci sono

Il primo beneficio è il tempo: una sola chirurgia invece di due, e un percorso complessivo più breve di diversi mesi. Il secondo è biologico: inserire subito la vite aiuta a preservare i volumi di osso e gengiva, che dopo un'estrazione tendono a ritirarsi rapidamente.

C'è poi il capitolo estetico: nei denti anteriori, quando la stabilità raggiunta lo consente, si può applicare subito un provvisorio che sostiene i tessuti e accompagna la guarigione, evitando di mostrare uno spazio vuoto. Anche il comfort ne guadagna: un solo post-operatorio invece di due, un'unica anestesia, meno appuntamenti.

Quando è meglio aspettare

Ci sono situazioni in cui la prudenza consiglia di rimandare l'inserimento di alcune settimane o mesi:

  • Infezione acuta attiva nella zona, con pus o ascesso: inserire la vite in un sito infetto aumenta il rischio di fallimento.
  • Osso insufficiente oltre l'alveolo, che non permette alla vite di raggiungere una stabilità primaria adeguata.
  • Pareti dell'alveolo danneggiate da fratture radicolari o riassorbimenti estesi.
  • Condizioni generali sfavorevoli in quel momento, da compensare prima dell'intervento.

In questi casi si estrae il dente, spesso preservando l'alveolo con biomateriale, e si inserisce l'impianto a guarigione avvenuta: qualche mese in più che protegge il risultato per gli anni a venire.

Come si decide: la diagnosi prima di tutto

La scelta tra impianto immediato e differito non si fa in base alla fretta, ma ai dati. La radiografia tridimensionale mostra la forma dell'alveolo, l'osso disponibile oltre l'apice del dente e la vicinanza delle strutture anatomiche; l'esame clinico valuta lo stato dei tessuti e l'eventuale presenza di infezioni.

Con questi elementi si pianifica al computer la posizione ideale della vite e si verifica se la stabilità prevista è compatibile con l'inserimento immediato. La decisione definitiva, va detto, si conferma spesso durante l'intervento stesso: se l'alveolo riserva sorprese, il piano B — differire l'impianto — è sempre pronto.

Errori da evitare

Il primo errore è pretendere l'impianto immediato a ogni costo, magari in presenza di un'infezione: il tempo risparmiato oggi si paga con un rischio di fallimento più alto domani. Il secondo, opposto, è estrarre il dente e poi dimenticarsene per anni: l'osso si riassorbe e la soluzione semplice svanisce.

Attenzione anche al carico masticatorio: se sull'impianto post-estrattivo viene applicato un provvisorio immediato, va trattato con riguardo, seguendo la dieta morbida indicata. Mordere subito come se nulla fosse è uno dei modi più rapidi per compromettere l'integrazione.

Il tuo dente è da estrarre? Parliamone prima

Il momento migliore per pianificare un impianto è prima dell'estrazione, non dopo: valutare tutto in anticipo permette di scegliere la strategia giusta e, quando le condizioni cliniche lo consentono, di risolvere tutto in una sola seduta. Nel nostro studio di Genzano di Roma la prima visita è gratuita e senza impegno: esaminiamo il dente, studiamo l'osso in tre dimensioni e ti proponiamo il percorso più sensato per il tuo caso.

Puoi prenotare scrivendoci su WhatsApp al 347 876 0332.

Hai dubbi sul tuo caso? La prima visita è gratuita e senza impegno. Ne parliamo insieme a Genzano di Roma.

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Domande frequenti

Con l'impianto post-estrattivo ho subito anche il dente fisso?

Non sempre. Se la vite raggiunge una stabilità primaria sufficiente, si può applicare un provvisorio immediato, soprattutto nelle zone estetiche; altrimenti l'impianto viene lasciato guarire coperto o con una vite di guarigione, e il dente arriva a integrazione avvenuta. Sono due varianti della stessa tecnica, scelte in base ai dati clinici.

Il post-estrattivo immediato fa più male dell'impianto tradizionale?

In genere no, anzi: concentrando estrazione e inserimento in un'unica seduta, affronti un solo post-operatorio invece di due. Il fastidio nei giorni successivi è simile a quello di un normale intervento implantare, con gonfiore e indolenzimento gestibili con i farmaci indicati dal dentista.

Se l'alveolo è infetto, l'impianto immediato è sempre escluso?

Le infezioni croniche di modesta entità, come alcuni granulomi, non sempre impediscono l'inserimento immediato: dopo una pulizia accurata dell'alveolo, in casi selezionati si può procedere. L'infezione acuta con pus, invece, controindica in genere l'impianto contestuale. È una valutazione delicata, che spetta al chirurgo sulla base del quadro clinico.

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