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Blog · Endodonzia (devitalizzazione)

Pulpite: quali sono i sintomi
e come si cura?

In breve

La pulpite è l'infiammazione della polpa, il tessuto vivo all'interno del dente, causata in genere da una carie profonda. Si manifesta con dolore intenso, spesso pulsante, accentuato da caldo, freddo o dalla masticazione. Se reversibile, può bastare curare la carie; se irreversibile, in genere serve la devitalizzazione per salvare il dente.

Studio dentistico del Dr. Arrigoni a Genzano di Roma

Che cos'è la pulpite e perché viene

All'interno di ogni dente, protetta da smalto e dentina, si trova la polpa dentale: un tessuto vivo fatto di vasi sanguigni e terminazioni nervose. Quando qualcosa la irrita o la infetta, la polpa si infiamma: è quella che chiamiamo pulpite.

La causa più frequente è una carie profonda che, avanzando indisturbata, arriva a contatto con la polpa. Ma non è l'unica: anche traumi, fratture, otturazioni molto estese o il digrignamento continuo dei denti possono, nel tempo, sollecitare la polpa fino a infiammarla. Il problema è che lo spazio dentro al dente è rigido e chiuso: quando il tessuto si gonfia, la pressione aumenta e il dolore diventa spesso molto intenso.

I sintomi che devono metterti in allerta

La pulpite non si presenta sempre allo stesso modo, ma alcuni segnali sono piuttosto caratteristici:

  • Dolore al freddo o al caldo che persiste anche dopo aver eliminato lo stimolo.
  • Dolore spontaneo e pulsante, che compare anche senza mangiare o bere, spesso di notte.
  • Fastidio alla masticazione o alla pressione sul dente.
  • Dolore irradiato verso orecchio, tempia o mandibola, che rende difficile capire quale sia il dente coinvolto.

Un dettaglio utile: nella pulpite iniziale il dolore tende a passare in fretta quando cessa lo stimolo; quando invece dura minuti o compare da solo, l'infiammazione è in genere più avanzata e va valutata al più presto.

Pulpite reversibile e irreversibile: che differenza c'è

Non tutte le pulpiti hanno lo stesso destino. Si parla di pulpite reversibile quando l'infiammazione è lieve e la polpa può ancora guarire: in questi casi, rimuovere la causa — per esempio curando la carie con un'otturazione — spesso è sufficiente.

Nella pulpite irreversibile, invece, il tessuto è danneggiato in modo permanente e non può più recuperare. Se non si interviene, la polpa va incontro a necrosi e l'infezione può diffondersi oltre la radice, dando origine a granulomi o ascessi. Distinguere le due situazioni richiede una visita con test specifici e radiografie: non è qualcosa che si può stabilire da soli in base al dolore.

Come si cura la pulpite

La terapia dipende dallo stadio dell'infiammazione. Quando la polpa è ancora recuperabile, in genere si rimuove la carie e si protegge il dente con un'otturazione o un intarsio. Quando invece la pulpite è irreversibile, il trattamento di elezione è la devitalizzazione (terapia canalare): si rimuove la polpa infiammata, si detergono e si sigillano i canali radicolari, così da conservare il dente ed eliminare il dolore.

Nel nostro studio di Genzano di Roma la diagnosi si avvale di radiografie digitali a basso dosaggio e ingrandimento, che aiutano a valutare con precisione l'estensione del danno. Gli antidolorifici possono dare sollievo temporaneo, ma non curano la causa: rimandare significa quasi sempre peggiorare la situazione.

Quando andare dal dentista

Il momento giusto è prima possibile. Un dolore ai denti che dura più di un giorno o due, che ti sveglia di notte o che si accentua con caldo e freddo merita sempre un controllo: intervenire su una pulpite iniziale è molto più semplice, e spesso meno invasivo, che trattare un'infezione ormai estesa.

Se riconosci questi sintomi, contattaci anche solo per un parere: la prima visita è gratuita e senza impegno, e ti permette di capire con chiarezza cosa sta succedendo al tuo dente e quali sono le opzioni per risolverlo. Puoi scriverci anche su WhatsApp al 347 876 0332.

Hai dubbi sul tuo caso? La prima visita è gratuita e senza impegno. Ne parliamo insieme a Genzano di Roma.

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Domande frequenti

La pulpite può passare da sola?

A volte il dolore si attenua spontaneamente, ma non è un buon segno: può indicare che la polpa sta andando in necrosi, cioè sta morendo. L'infezione intanto continua a progredire in silenzio verso la radice. Per questo un dolore che scompare da solo dopo giorni intensi va comunque valutato in visita.

Quanto tempo ho prima che la pulpite peggiori?

Non esiste un tempo standard: dipende dalla causa, dall'estensione della carie e dalla risposta individuale. In alcuni casi l'evoluzione è questione di giorni, in altri di settimane. Proprio per questa imprevedibilità conviene non aspettare: prima si interviene, più alte sono le probabilità di salvare il dente con cure semplici.

Dopo la cura della pulpite il dente torna normale?

In genere sì dal punto di vista funzionale: un dente devitalizzato correttamente trattato può masticare come prima. Diventa però più fragile, perché privo della sua parte vitale, e in molti casi va protetto con un intarsio o una corona. Il piano migliore va definito in visita, caso per caso.

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