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Blog · Implantologia

«Non ho abbastanza osso»:
quando una seconda opinione cambia tutto

In breve

Sentirsi dire «non si può, manca l'osso» non è sempre l'ultima parola. Oggi impianti inclinati, corti, zigomatici e le tecniche di rigenerazione permettono spesso di avere comunque denti fissi. La fattibilità si valuta su una TAC 3D, non al telefono: per questo, quando ricevi un «no» netto, una seconda opinione ha senso.

Poco osso non significa sempre «non si può»

È una delle frasi che sentiamo più spesso in prima visita: «Sono andato da un dentista e mi ha detto che non ho abbastanza osso per gli impianti». A volte quel giudizio è corretto. Ma non sempre: la quantità e la qualità dell'osso si leggono con precisione solo su una TAC 3D (cone beam), e ciò che è possibile dipende molto dalle tecniche e dagli strumenti a disposizione dello studio. Quello che è «impossibile» in un contesto, altrove può essere gestibile.

Le soluzioni quando l'osso è poco

Quando l'osso è ridotto, l'implantologia moderna ha diverse strade, che si scelgono in base al caso:

  • Impianti inclinati: posizionati con un'angolazione che sfrutta l'osso ancora presente, spesso senza bisogno di innesti.
  • Impianti corti: quando l'altezza dell'osso è limitata ma sufficiente, evitano interventi più invasivi.
  • Rigenerazione ossea e rialzo del seno mascellare: ricostruiscono l'osso mancante per poter inserire gli impianti.
  • Impianti zigomatici: per i casi con osso mascellare molto scarso, si ancorano all'osso dello zigomo.
  • All-on-4: una soluzione a denti fissi su pochi impianti, pensata anche per situazioni in cui l'osso posteriore è ridotto.

Non sono «trucchi»: sono tecniche consolidate che, con una pianificazione digitale sulla TAC e la chirurgia guidata, allargano molto ciò che si può fare rispetto a qualche anno fa.

Perché una seconda opinione ha senso

Un secondo parere non serve a «trovare qualcuno che dica sì a tutti i costi». Serve a farti valutare da chi lavora con strumenti diagnostici e tecniche diverse: due studi possono guardare la stessa bocca e vedere possibilità differenti, semplicemente perché dispongono di soluzioni differenti. Se hai ricevuto un «no» netto per un'arcata da riabilitare, vale la pena capire se quel no dipende dal tuo caso o dagli strumenti di chi te l'ha dato.

L'onestà prima di tutto

Attenzione, però: a volte il «no» è la risposta giusta, e va detto con chiarezza. Ci sono situazioni in cui una soluzione diversa (o l'attesa, o un percorso più graduale) è più corretta. Il nostro impegno non è promettere che tutto si può fare, ma valutare la tua situazione reale sulla TAC e spiegarti con franchezza cosa è possibile, cosa comporta e quali sono le alternative. Un'opinione onesta è più utile di una rassicurazione facile.

Come funziona una valutazione

Nel nostro studio a Genzano di Roma, comodo per tutti i Castelli Romani, la prima visita è dedicata al tuo caso: esaminiamo la situazione, leggiamo la TAC 3D (la tua, se già l'hai, oppure eseguita in studio), spieghiamo le opzioni realistiche e consegniamo un piano di cura scritto. Se vuoi un secondo parere sul tuo osso, portala con te. Puoi scriverci su WhatsApp al 347 876 0332.

Riceviamo pazienti da tutta l'area: oltre a Genzano di Roma, anche da Ariccia, Albano Laziale e Cecchina e Nemi.

Ti hanno detto che non si può? Portiamo la tua TAC in prima visita e valutiamo insieme.

Domande frequenti

È vero che con poco osso non si possono mettere gli impianti?

Non è una regola assoluta. Quando l'osso è ridotto ci sono spesso soluzioni: impianti inclinati, impianti corti, rigenerazione ossea o rialzo del seno, e in casi selezionati impianti zigomatici. La fattibilità si valuta su una TAC 3D, caso per caso.

Cosa sono gli impianti inclinati e zigomatici?

Gli impianti inclinati sfruttano con un'angolazione l'osso ancora presente, evitando spesso innesti. Gli zigomatici, più lunghi, si ancorano all'osso dello zigomo quando l'osso mascellare è molto scarso: una soluzione per casi complessi selezionati.

Per una seconda opinione devo rifare la TAC?

Se hai già una TAC 3D recente puoi portarla e spesso basta per una prima valutazione. Se manca o è datata, la eseguiamo in studio: senza un'immagine tridimensionale dell'osso non è corretto dire con certezza cosa si può fare.

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